giovedì 11 ottobre 2012

Caro Sindaco



Durante la fiera "SanaTerra", domenica 7 Ottobre in piazza Ottinetti, abbiamo raccolto ben 284 (si, duecentottantaquattro!) firme per una petizione indirizzata al Sindaco di Ivrea, nella quale si chiedono misure di tutela dei ciclisti in ambito urbano. La petizione, nata dall'associazione "Salvaiciclisti", si rifà ad una campagna lanciata dal Times in Inghilterra, paese dove andare in bici è spesso un'impresa eroica, un po' come da noi...

A breve consegneremo la petizione al Sindaco di Ivrea, magari con ancora qualche firma in più se riusciamo a raccoglierne altre!




Ivrea, Ottobre 2012

Caro Sindaco,
Come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni, ben 2.556 ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che è stata lanciata in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui è stato chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times.
Una proposta di legge sottoscritta da ben 63 parlamentari di (quasi) tutte le forze politiche è stata presentata alla Camera e al Senato e nei mesi scorsi è iniziata la discussione in Commissione Trasporti della Camera.
Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città.
Aderendo a #salvaiciclisti Le chiediamo di impegnarsi a:
1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times (vedi retro del foglio) per le aree di competenza comunale.
2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali.
3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili).
4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30? e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti.
5. Realizzare un Piano Quadro sulla Ciclabilità.
6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali.
7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri.
8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione di un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista.
9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza.
10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città.
È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.
Con i migliori saluti,
(seguono le firme)


Gli 8 punti del Manifesto del Times:

1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

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Piccola guida all'acquisto di una bici ad uso urbano



Premetto che questa guida rappresenta il riassunto di una serie di opinioni sviluppate in una decina di anni di esperienza da ciclista urbano sia a Torino che a Ivrea e quindi un giudizio sincero e disinteressato ma assolutamente personale.
Per l'acquisto di una bicicletta dovremmo sempre considerare alcuni aspetti:

FRENI
La prima cosa da valutare è l'impianto frenante. Esistono molteplici tipi di freni ma scartate qualsiasi bicicletta che abbia le parti meccaniche in resina (plastica). Un test pratico è tirare con forza la leva del freno e, se la leva o il freno stesso o entrambi flettono conviene non acquistare quella bicicletta. I freni potrebbero rompesi in qualsiasi momento, e fidatevi lo faranno nel peggiore, secondariamente la bici è stata montata con materiali così scadenti da far pensare che anche tutto il resto sia da scartare.

ACCESSORI
La bicicletta da città deve montare una serie di accessori che ne rendano sempre confortevole e sicuro l'utilizzo. Il principe di questi è il carter o copricatena ossia una protezione che isola la catena e la trasmissione della bicicletta per evitare che sporchi o danneggi i pantaloni del ciclista, in modo da poter andare al lavoro senza doversi cambiare.
Utilissimi sono anche i parafanghi poiché in caso di pioggia evitano di raccogliere sul ciclista lo sporco della strada. La bici dovrebbe inoltre avere un'illuminazione a dinamo montata di fabbrica e poi il ciclista dovrebbe affiancarla con luci a batterie ricaricabili. In modo da essere sicuri che almeno uno dei due funzioni. Aggiunte sempre consigliate sono i catarifrangenti e un buon campanello.

COMODITÀ
Una bici che viene usata spesso deve essere confortevole. Quindi alla prova della bici valutiamo le misure e le proporzioni della stessa. Salendo su una bicicletta è facile distinguere subito l'impostazione che ha; se il ciclista, inforcata la bici si sente seduto all'indietro sulla sella con la schiena eretta, vuol dire che si tratta di un modello “da passeggio”; mentre se il ciclista si sente proiettato in avanti verso il manubrio si tratta di una bici d'impostazione sportiva. Solitamente in uso urbano è più confortevole e ci da una migliore visibilità una bici da “passeggio”. Molto importante è la comodità della sella anche se è facilmente sostituibile.

ALTRE CONSIDERAZIONI
• Prima di acquistare una bici consiglio sempre di provarne quante più possibile di amici, conoscenti e altro in modo da capire veramente cosa cercate.
• Le buone biciclette costano più di quanto ci si possa aspettare e quindi consiglio di iniziare dall'usato, poiché ai costi di una bici “da supermercato”, si può trovare una buona bicicletta usata con una meccanica di tutto rispetto.
• Ultimo consiglio personale, salvo eccezioni, una bici d'acciaio è più comoda e durevole di qualunque altra soluzione proposta dal mercato.

Andrea


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Ciclofficina a SanaTerra 2012



Ogni due anni, la prima domenica di Ottobre, in Piazza Ottinetti ad Ivrea ha luogo "SanaTerra, fiera dell'economia solidale". L'intera piazza si affolla di produttori agricoli biologici locali, promotori di energia rinnovabile, associazioni di volontariato e altre mille realtà che operano sul nostro territorio.

Ogni edizione di SanaTerra ha un tema conduttore diverso, e quest'anno si parlava di "decrescita". Perciò, nell'ottica di una riduzione del traffico automobilistico e di un aumento delle biciclette, Massa Critica Ivrea non poteva certo mancare all'appuntamento.

E ancor più nell'ottica della decrescita, nello stand che abbiamo allestito abbiamo organizzato dei laboratori pratici di manutenzione e riparazione della bici.


Questi laboratori pratici di manutenzione e riparazione della bici, tenuti sia al mattino che al pomeriggio, hanno avuto un discreto successo. Durante gli incontri è stato illustrato come sia semplice ed alla portata di tutti riparare una gomma forata, sostituire i pattini dei freni o fissare un pedale che ha preso gioco.


Il tutto è stato svolto su di un tavolo, o addirittura a terra, proprio a dimostrare che sono lavori che chiunque può fare nel garage di casa, o lungo la strada se mai dovesse succedere!
È stato mostrato che con pochi euro di attrezzatura si possono risolvere la maggior parte dei problemi più frequenti, risparmiando tempo e denaro.
E dopo che si è imparato a far da sè, si può sempre aiutare i vicini di casa o chi si incontra per strada in difficoltà. Questa si che è decrescita!

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sabato 15 settembre 2012

Breve riassunto delle puntate mancanti!


Si, è vero, questo blog l'abbiamo un po' trascurato negli ultimi mesi, ma questo non significa che non avessimo nulla da raccontare, anzi, è proprio perchè abbiamo fatto mille cose che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di scrivere un po'! Cerchiamo allora adesso di fare un rapidissimo riassunto delle puntate mancanti:

Massa Critica dovrebbe essere sostanzialmente "il giro in bici tutti insieme per le vie della città" e noi lo abbiamo fatto ancora per tutto lo scorso inverno, stagione 2011/2012. Come sempre il vulcanico Johnny (ma lui preferisce essere chiamato "Gionni"!) si è presentato con luci e suoni ogni volta diversi! In queste foto lo vedete all'opera addirittura con delle scritte luminose che appaiono quando la ruota della bici gira velocemente! Un ottimo modo per farsi vedere dalle auto.


Ma la bici è anche un bellissimo strumento di aggregazione sociale, e così talvolta capita che qualcuno legge quello che raccontiamo in internet, ci contatta, e ne esce l'occasione per una gita in compagnia. Qui siamo alle palafitte del lago di Viverone in compagnia di una coppia di tandemisti biellesi.


E la bici è anche sport, agonismo, e la scorsa primavera abbiamo avuto ad Ivrea il passaggio del Giro d'Italia. Abbiamo quindi colto l'occasione per mettere in campo una gran varietà di attività che per tutta la settimana che precedeva il passaggio del Giro ha sensibilizzato sull'uso della bici. La "Settimana della bici", organizzata in collaborazione con numerosi altri enti e associazioni, ha quindi visto tutti i giorni il giro di Massa Critica:


Durante tutta la settimana in alcune strade di Ivrea i commercianti della zona avevano esposto davanti ai loro negozi delle biciclette:


Nel frattempo in un'area espositiva del centro cittadino era stata allestita una mostra su Coppi, con foto e cimeli del campione:


Una serata è stata dedicata alla storia del Giro d'Italia, con racconti e testimonianze di campioni dell'epoca invitati apposta per l'occasione:


E intanto, giorno per giorno, il giro cittadino di Massa Critica si faceva sempre più numeroso...


... fino a coinvolgere, in una delle occasioni, anche il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali!


Ma l'amministrazione comunale è anche stata coinvolta in una serata di dibattito sulla viabilità e la ciclabilità di Ivrea, organizzata da Legambiente, Massa Critica, Cai e altre associazioni che operano sul territorio.


Si è anche avuta una serata più leggera, più allegra e divertente, con il musicista e cabarettista Guido Foddis, un emblema per i ciclisti che cantano quando pedalano!


Per i più piccoli un pomeriggio di cartoni animati, cortometraggi sul tema della mobilità e in particolare della bicicletta:


Mentre quelli un po' più grandi ammiravano e invidiavano le acrobazie dello spettacolo di BMX.


E a conclusione della settimana, ecco infine realizzarsi quello che è stato il pretesto di tutto ciò, e cioè il passaggio dei corridori del Giro:


Ma noi di Massa Critica Ivrea durante tutta la settimana abbiamo portato avanti, giorno per giorno, un altro nostro progetto: dopo averlo adeguatamente pubblicizzato qualche giorno prima in tutte le scuole superiori della città, nella settimana della bici ci siamo posti davanti ad ogni scuola superiore per consegnare un biglietto della lotteria a ciascun studente che quel giorno arrivava a scuola in bici.


Il nostro obiettivo era di stimolare l'uso della bici per i normali spostamenti in città, ad esempio per andare a scuola, e abbiamo avuto il piacere di constatare che gli studenti hanno risposto positivamente al nostro sollecito e il numero dei ciclisti quelle mattine è decisamente aumentato. Sarà stato merito del primo premio in palio, una splendida bici "fissa"?


E naturalmente alla premiazione finale c'erano tutti, speranzosi di essere i fortunati vincitori della bici (se l'è aggiudicata una ragazza) o dei numerosi premi di consolazione (caschi, borracce, guanti, eccetera) messi in palio da alcuni sponsor.


Poco dopo questa "Settimana della bici" abbiamo deciso di sospendere il nostro giro mensile per le vie della città (sospenderlo fino a quando? vedremo...), ma per non perdere la bella abitudine a pedalare in compagnia abbiamo subito messo insieme un gruppetto e siamo andati fino a Torino per l'annuale "orgoglio della bici", il Bike Pride:


Come tutti gli anni gran picnic al parco e poi giro della città. Quanti eravamo quest'anno in sfilata? Moltissimi:


E poi arriva l'estate, tempo di vacanze, e ciascuno ha le sue avventure ciclistiche da raccontare. Non vediamo l'ora di leggere dei giri di Gabriella, o di quelli di Massimo il giramondo!

Durante l'estate il nostro tandem ha fatto un breve giro in Val Pellice, in compagnia di un altro tandem...


... e ne ha fatto un altro, un po' speciale, in Provenza, ai piedi dei "Penitentes" di Les Mees:


E quando le vacanze finiscono e si torna in città, fa piacere vedere che qualche amministrazione comunale accoglie le sollecitazioni che arrivano dai ciclisti e prova a fare qualcosa per tutelarli. Non è molto, ma è meglio di niente il tabellone luminoso che abbiamo visto a Torino:


E adesso qui ad Ivrea riprenderà, come già è avvenuto per tutto lo scorso anno, il Bicibus che accompagna i bambini delle elementari a scuola in bici, e altre attività si stanno delineando, perciò tenetevi liberi la sera di martedì 25 settembre perchè ci troviamo tutti insieme alle 21:00 al Centro Gandhi e sentiamo nuove proposte, strutturiamo nuove idee, ci organizziamo, per pedalare sempre meglio e sempre di più per le strade della nostra città.
Dunque arrivederci al 25/9, alle 21:00, al Centro Gandhi (via Arduino 75, Ivrea), e buone pedalate!



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domenica 13 novembre 2011

Box portabici per la stazione FS







Antefatto: verso la fine della scorsa primavera il Comune di Ivrea ha ottenuto un finanziamento per l'installazione presso la stazione FS di alcuni portabici chiusi, una specie di piccole rimesse per bici, chiuse a chiave, dove gli utenti possono lasciare la propria bicicletta tranquilli che questa è ben protetta e non verrà danneggiata.



L'Assessorato alla mobilità, insieme con l'Ufficio Tecnico, ha quindi cercato dove acquistare questo tipo di portabici, e ha identificato un paio di fornitori.

La prima possibilità viene da un'azienda di Avigliana. In realtà questa azienda opera in tutt'altro settore, però la storia di questo portabici è interessante: in questa azienda lavorano molti operai che arrivano ogni giorno da Torino in treno. L'azienda dista solo un paio di Km dalla stazione di Avigliana e così si è fatta promotrice presso il Comune per la realizzazione di una pista ciclabile che consentisse ai suoi operai di percorrere in bici il tratto tra la stazione e il posto di lavoro. Una volta realizzata la ciclabile, l'azienda ha progettato e costruito dei box portabici che ha installato alla stazione, in modo che i suoi operai potessero lasciare lì la bici alla sera e ritrovarla al mattino seguente. Avendo progettato e realizzato questo box per biciclette ha poi pensato di metterlo a listino per offrirlo in vendita ad altri che fossero interessati.



Chiamati a valutare questo box per biciclette abbiamo sollevato un problema: ogni singolo box è molto grande e consente di ospitare quattro biciclette. Questo significa che quattro persone hanno la stessa chiave. Non è un problema quando si tratta di colleghi di lavoro, che si conoscono, e che probabilmente addirittura accedono al box tutti insieme nello stesso momento, ma che diventa un problema nel caso di Ivrea dove gli utenti sarebbero estranei tra loro.

Un'altra azienda che produce box per bici è in provincia di Bolzano. Questo portabici è singolo e può quindi contenere una singola bicicletta. In questo caso l'utente sarebbe l'unico a possedere la chiave e nessun altro potrebbe accedervi.



L'idea del Comune di Ivrea è quella di installare questi portabici alla stazione ferroviaria e affittarli, con un modico canone mensile, a coloro che hanno esigenza di lasciare la bici alla stazione per prendere il treno, e preferiscono un ricovero chiuso e protetto piuttosto che il normale portabici gratuito che già è disponibile lì accanto.



Il portabici prodotto a Bolzano lo abbiamo valutato positivamente, però per l'acquisto di questi box per biciclette il Comune di Ivrea dispone di uno stanziamento fisso e questo box portabici è abbastanza costoso e quindi si riuscirebbe ad acquistarne solo pochi.

Abbiamo quindi fatto al Comune la seguente proposta: proviamo a fare noi un piccolo progetto e facciamoci fare delle offerte da alcune aziende di carpenteria metallica di Ivrea e dintorni: probabilmente riusciamo ad ottenere un prezzo inferiore, che ci permette di acquistarne di più, e inoltre diamo del lavoro ad aziende della nostra zona, il che non è un fatto da sottovalutare!

D'accordo con il Comune abbiamo quindi preparato un piccolo progetto che si ispira ai box per biciclette che sono normalmente diffusi in nord europa, una cosa abbastanza semplice, funzionale, robusto e economico da realizzare. Abbiamo poi passato il progetto a quattro aziende di Ivrea e dintorni e ci siamo fatti fare dei preventivi.

Alle aziende abbiamo offerto la possibilità di effettuare migliorie sulla base della loro esperienza. Quindi hanno avuto una certa libertà nella scelta dei materiali e nel proporre piccole varianti tecniche, sempre però rispettando la linee guida del nostro progetto.

Il nostro progetto prevedeva un semplice box rettangolare, con struttura in ferro e pannelli di chiusura in lamiera traforata tali da permettere un minimo di ventilazione ma da impedire il passaggio delle mani. Prevedeva una serratura con chiave tipo yale, una canalina per guidare le ruore della bici, e un attaccapanni interno per eventuale mantellina e casco.

Ma la caratteristica peculiare che distingue il nostro progetto dal modello dell'azienda di Bolzano è la possibilità, in futuro, di poter installare una seconda fila di box al di sopra degli altri, raddoppiando così la capacità del parcheggio. Il sistema di parcheggio bici a due piani è una cosa assolutamente usuale in nord europa, praticamente ogni grande parcheggio bici è attrezzato a due piani, dove tirando una maniglia si estrae e abbassa la rotaia portabici del piano superiore. Un analogo meccanismo potrebbe essere installato in ciascuno dei box del piano superiore, agevolando la sistemazione della bici. In prima battuta questa soluzione non sarebbe attuata, ma la conformazione del box di nostro progetto lascia aperta la possibilità per il futuro.



Le offerte che abbiamo ricevuto sono state abbastanza varie tra loro, da una estremamente costosa inviataci da un'azienda che evidentemente è poco interessata a questo lavoro, a una dal lato opposto estremamente economica ma che non ha recepito alcune caratteristiche basilari quali il tipo di serratura o il tipo di pannelli di chiusura e ci ha proposto tutt'altro.

Le altre offerte sono state invece abbastanza interessanti, e ciascuna ha proposto piccole peculiarità ritenute interessanti. Ad esempio una ha proposto la chiusura delle pareti con griglia "orsogril" che è estremamente robusta ma anche bella da vedere, mentre un'altra ha proposto la canalina per le ruote della bici in acciaio inox per evitare che eventuale umidità delle ruote possano rovinarla nel tempo.

Il Comune ha recepito le offerte e ha deciso di riformulare il progetto includento le caratteristiche migliori di ogni singola proposta per avere il meglio da ciascuno, e di rimandare questo progetto finale alle aziende per avere un'offerta definitiva che includa queste caratteristiche.

Dalla fine della primavera di tempo ne è passato, ma si sa, queste cose richiedono sempre tempi abbastanza lunghi. Per la fase finale la faccenda ora è stata presa in carico dall'Assessorato e dall'Ufficio Tecnico e non ci resta che aspettare per vedere come andrà a finire.

Qui sotto alcune immagini del nostro progetto:















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sabato 5 novembre 2011

Parlano di noi sul giornalino della Parrocchia di San Lorenzo








Bicicletta e creato!
giornalino della Parrocchia di San Lorenzo
Autunno 2011

Dal 2006 il primo settembre di ogni anno si celebra la "Giornata di Salvaguardia del Creato" voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana, in accordo con le altre comunità ecclesiali europee, per sottolineare e riaffermare l'importanza, anche per la fede, dell'ambientalismo con tutte le sue implicazioni etiche e sociali. Una sensibilità che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, si è strettamente intrecciata con i temi della giustizia e della pace ed è andata crescendo negli stessi anni in cui si affermava la sensibilità ecumenica. In quest'ottica la CEI e la Commissione Episcopale per l'Ecumenismo e il Dialogo ogni anno insieme indicano il tema specifico della giornata. Questi i temi trattati fino ad ora:
2006 Dio pose l'uomo nel giardino di Eden, perchè lo coltivasse e lo custodisse
2007 Il Signore vostro Dio vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l'acqua
2008 Una nuova sobrietà, per abitare la Terra
2009 Laudato sì, mi' Signore... per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le tue creature dai sustentamento
2010 Custodire il creato, per coltivare la pace
2011 In una terra ospitale, educhiamo all'accoglienza
Ma allora, forte di questi autorevoli messaggi, cosa può fare il cittadino, credente, per dare il suo contributo non solo con riflessioni, ma anche con azioni? Piccoli ma fondamentali gesti quotidiani che, sommati a tanti altri, possono veramente fare la differenza. Solo alcuni esempi: differenziare i rifiuti, non sprecare l'acqua, non sprecare l'energia elettrica, non usare impropriamente l'auto privilegiando una mobilità alternativa più sostenibile. È vero, si possono fare mille obiezioni, ci sono tanti fattori di cui giustamente tener conto, ma... nel frattempo... OGNI ULTIMO VENERDÌ DEL MESE uniamoci a chi già da più di un anno si ritrova alle 18 sotto la Torre di S. Stefano ad Ivrea per la "BICIFESTAZIONE", una pedalata per le vie della città che aiuti a mantenere alto il livello di sensibilità al problema di poter pedalare in sicurezza. Non ci sono nè capi nè appartenenze politiche specifiche: solo la voglia di chiedere alle istituzioni più attenzione ai ciclisti che, tra l'altro, nella nostra città sono più di quel che si immagini. Pensate che lo scorso 18 Marzo un gazebo posto sul Lungo Dora ha conteggiato ben 830 passaggi... un bel risultato... una bella soddisfazione! E poi ancora altre iniziative: l'8 maggio, Giornata Nazionale della Bicicletta, il Comune di Ivrea, in collaborazione con il Corpo dei Vigili Urbani, le Associazioni Ambientalistiche e Massa Critica ha proposto una giornata per sponsorizzare l'uso della bicicletta in tutte le sua sfaccettature mentre il 10 luglio a Torino si è svolto il Bike Pride, un grande corteo a carattere ambientalista a sostegno della mobilità ciclabile e sostenibile. Insomma le occasioni non mancano. Le opportunità di mettersi in gioco neppure. "Lasciare il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato" come scriveva Baden Powell è un dovere di tutti, ma per noi cristiani ancora di più perchè "nel prenderci cura del Creato, noi constatiamo che Dio, tramite il Creato, si prende cura di noi" [Benedetto XVI "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il Creato"]
Cristina Capello



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giovedì 27 ottobre 2011

il bicibus, una grande massa critica






Mentre ci apprestiamo, domani, alla nostra massa critica, come sempre alle 18:00, come sempre alla Torre di Santo Stefano, è ormai abitudine per i ragazzini delle scuole Massimo D'Azeglio e Fiorana andare a scuola, al giovadì mattina, tutti insieme con il bicibus.

I numeri sono sorprendenti, la partecipazione è altissima, sono oltre 80 e tutti in fila formano una colonna che non finisce più!

E non c'è dubbio che, così facendo, pure loro fanno una gran bella promozione all'uso della bici in città. Questi eventi sono talmente significativi che se ne sono accorti anche da fuori Ivrea, e addirittura dal Veneto il bicibus di Ivrea viene preso ad esempio!

Complimenti quindi ai ragazzini del bicibus, e un invito anche per loro a partecipare insieme a noi alla massa critica che si svolge ogni ultimo venerdì del mese, con partenza alle 18:00 dalla Torre di Santo Stefano e che percorre le vie della città.


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